
La gentilezza spesso comincia da un saluto.
Entrare in ufficio. Incrociare un collega. Iniziare una riunione. Arrivare alla macchinetta del caffè.
“Buongiorno” è probabilmente una delle prime parole che pronunciamo quando comincia la nostra giornata di lavoro.
E questa volta, con In punta di dita, impariamo a dirlo anche in LIS.
Un segno alla volta
In punta di dita nasce per avvicinare le aziende alla Lingua dei Segni Italiana attraverso persone Sorde che il mondo del lavoro lo vivono ogni giorno.
Non è un corso di LIS. Conoscere qualche segno non significa conoscere una lingua e non basta, da solo, a rendere accessibile un ambiente di lavoro.
Ma può essere un inizio.
Perché l’accessibilità passa dalle grandi scelte — interpreti, sottotitoli, strumenti e organizzazione della comunicazione — ma anche dalle relazioni quotidiane tra colleghi.
E le relazioni, molto spesso, iniziano proprio da un saluto.
Buongiorno. Buonasera.
Immaginate di avere un collega Sordo segnante.
Non serve aspettare una riunione importante per provare ad avvicinarsi alla sua lingua. Può succedere alle nove del mattino, entrando in ufficio.
Un buongiorno accompagnato dal suo segno.
O un buonasera prima di andare via.
Sono piccoli momenti, ma raccontano attenzione, curiosità e soprattutto la volontà di costruire una relazione in cui sia naturale venirsi incontro.
Non sostituiscono tutto ciò che serve per rendere realmente accessibile un ambiente di lavoro. Ma possono contribuire a renderlo più aperto, più attento, più umano.
Perché prima ancora delle riunioni, delle mail e delle scadenze, un team è fatto di persone che ogni giorno si incontrano.
E allora iniziamo con il piede giusto.
Buongiorno. 👋
Piccolo da imparare.
Grande nel significato.
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