Oggi condividiamo un passo importante: il nostro articolo “Corpi che parlano, occhi che ascoltano” è uscito su DiverCity magazine. Mettiamo al centro il corpo come valore, la sordità come cultura, identità e diritto, collegando questa prospettiva a pratiche aziendali concrete: accessibilità comunicativa, interpreti LIS, formazione su misura e servizi digitali accessibili per ridurre il digital divide.
Perché conta?
L’European Accessibility Act e la Legge Stanca spostano il focus dal semplice adempimento alla responsabilità etica e alla reputazione. Non basta “spuntare” i requisiti: bisogna progettare – tra design e user experience – processi, piattaforme e percorsi che rendano l’accessibilità digitale una pratica quotidiana e misurabile.
Nel pezzo trattiamo di:
- Accessibilità comunicativa e interpreti LIS;
- Formazione aziendale dedicata a manager e team;
- Traduzioni professionali e soluzioni on-demand (anche per traduzione simultanea);
- Sicurezza personale e inclusione nei luoghi di lavoro;
- Come trasformare obblighi normativi in opportunità per persone, team e business.
Guarda anche il reel IG girato durante la presentazione del magazine: interpreti, backstage e i punti chiave su accessibilità siti web/accessibilità dei siti web, AGID accessibilità e accessibilità web applicata (blog_articolo 6).
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