Perché conta: l’accessibilità digitale non è solo conformità. È qualità di esperienza, reputazione, SEO e riduzione dei rischi. In Italia il quadro si regge su tre pilastri che definiscono obblighi e responsabilità per siti webapp mobili e documenti (PDF, modulistica, media). 

  • Legge 4/2004 (Legge Stanca) e successive modifiche 
  • Direttiva (UE) 2016/2102 (PA: siti e app, Dichiarazione di accessibilità, monitoraggi) 
  • Direttiva (UE) 2019/882 – European Accessibility Act (EAA) (privati: prodotti e servizi; applicazione generale 28/06/2025)

Con il recepimento della 2016/2102, AGID governa linee guida, modelli e monitoraggi. L’EAA estende i requisiti a settori come e-commerce, banking, e-reader, trasporti, telecomunicazioni, piattaforme media. 

Che cos’è “accessibilità” (definizioni legali e tecniche) 

Prima di entrare nel tecnico: per la Legge Stanca “accessibilità” è la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e informazioni fruibili, senza discriminazioni. In ambito UE il concetto diventa operativo: principi e tecniche da rispettare durante progettazione, manutenzione e aggiornamento, tramite standard armonizzati basati su WCAG. 

Quadro UE: PA (2016/2102) e privati (2019/882 – EAA) 

Per orientarsi: la 2016/2102 riguarda la Pubblica Amministrazione; la 2019/882 (EAA) introduce requisiti per prodotti/servizi privati con impatti su processi, assistenza, informazioni sulla conformità e documentazione. 

  • 2016/2102 (PA): siti e app degli enti pubblici; Dichiarazione di accessibilità (modello UE), monitoraggi nazionali, conformità a WCAG 2.1/2.2 via norme EN. In Italia, D.Lgs. 106/2018 affida ad AGID il modello online e la metodologia. 
  • 2019/882 (EAA – privati): definisce i requisiti di accessibilità e richiede capacità di dimostrare la conformità (documenti, interfacce, customer care, canali di informazione). 

Obblighi pratici per la PA (utili anche ai privati) 

Perché servono a tutti: anche un’azienda che non rientra formalmente nella 2016/2102 migliora governance e riduce rischi adottando gli stessi strumenti della PA. 

  • Dichiarazione di accessibilità: pagina dedicata, modello UE (Decisione 2018/1523), compilazione tramite applicazione AGID. 
  • Monitoraggio: metodologia UE (Decisione 2018/1524) e report periodici. 
  • Linee guida AGID: aggiornamenti, allegati, modelli operativi per la conformità. 

Standard tecnici: WCAG 2.1 / 2.2 (livelli A/AA) 

Cosa significa “essere conformi”: la policy europea richiama gli standard W3CWCAG 2.2 è retrocompatibile con 2.1. In pratica, punta a livello AA su web e mobile per interfacce e contenuti (compresi PDF e player video). 

Principi WCAG (per ricordarli al team):
Sono il patto minimo tra design, sviluppo e contenuti. 

  • Percepibile: testi alternativi, contrastosottotitoli e trascrizioni. 
  • Utilizzabile: tastiera, focus visibile, interazioni prevedibili. 
  • Comprensibile: linguaggio chiaro, gestione errori, coerenza. 
  • Robusto: HTML semantico, ruoli ARIA corretti, compatibilità con le assistive technology. 

Checklist operativa (siti, app, documenti, media) 

Come usare questa lista: è la base per auditremediation e controllo qualità continuo. Adattala al tuo CMS, framework o design system. 

  • Semantica & ARIA: landmark, heading H1–H6 coerenti, ordine del focus verificato. 
  • Tastiera: tutto operabile senza mouse; focus ben visibile, skip link. 
  • Color/contrasto: rispetta i minimi AA su testi, icone informative e grafici. 
  • Form: etichette associate, errori spiegati, aiuti contestuali, suggerimenti di correzione. 
  • PDF & documenti: tagging, ordine di lettura, alt text, tabelle accessibili, link descrittivi. 
  • Video: sottotitoli fedeli (SDH/CC quando serve); in contesti di servizio valuta LIS/IS. 
  • Mobile: target touch adeguati, alternative a gesture complesse, annunci dei contenuti dinamici. 
  • Dichiarazione di accessibilità: pagina dedicata, link in footer, modello AGID aggiornato. 

Governance, ruoli e responsabilità (processo continuo) 

La conformità non è un “una tantum”: serve una catena chiara di responsabilità tra IT, design, contenuti e legale. 

  • Audit iniziale → Piano di remediation con priorità (prima i blocchi). 
  • Quality gate in CI/CD: test automatici + manuali, linter a11y e review a campione. 
  • Content ops: redattori formati su headingalt textplain language, microcopy. 
  • Monitoraggi: campionamenti periodici secondo metodologia UE/AGID, gestione feedback e ticket utenti. 

Rischi in caso di non conformità 

Perché non basta “essercela messa tutta”: per la PA (e per privati che adottano standard), i rischi includono segnalazioni, esiti negativi nei monitoraggicontenziosi, perdita di reputazione e opportunità (bandi/affidamenti). Per le aziende nel perimetro EAA, il rischio tocca la messa a norma di prodotti/servizi con impatti commerciali e di time-to-market. 

 

Roadmap consigliata (PA e aziende) 

Come partire senza perdersi: una sequenza breve, ripetibile, misurabile. 

  • Assessment su siti/app/documenti (campione rappresentativo e pagine critiche). 
  • Mappatura contenuti e prioritizzazione (servizi essenziali, rischi legali). 
  • Remediation tecnica + formazione di redazioni, designer e dev (design system + componenti accessibili). 
  • Media accessibili: sottotitoli professionali e, quando opportuno, video-LIS/IS. 
  • Dichiarazione di accessibilità (form AGID) e monitoraggi regolari con report pubblico. 

Come ti aiuta E-Cute (servizi professionali) 

Il nostro approccio: portiamo l’accessibilità digitale dal documento alla pratica quotidiana, con metriche e responsabilità chiare. 

  • Audit WCAG 2.1/2.2 e allineamento AGID con report prioritizzati. 
  • Remediation front-end/mobile e accessibilità documentale (PDF, modulistica). 
  • Media accessibili: sottotitoli professionali e video-traduzioni in LIS/IS. 
  • Formazione a team interni (dev, design, content) e governance dei processi. 
  • Supporto EAA: adeguamento progressivo ai requisiti della 2019/882 per prodotti e servizi digitali. 

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