
Cosa rende davvero accessibile un ambiente di lavoro?
Una telefonata. Un colloquio senza interprete. Una scrivania separata da una parete che impedisce di vedere cosa succede intorno.
Situazioni apparentemente normali possono trasformarsi in barriere nella quotidianità lavorativa di una persona Sorda.
Ne abbiamo parlato con Nicola Della Maggiora, direttore del Dipartimento Academy dell’Istituto dei Sordi di Torino, partendo proprio da esempi concreti e da una domanda che riguarda sempre più aziende: cosa significa davvero rendere accessibile un ambiente di lavoro?
La risposta non può essere una sola.
Una persona Sorda può comunicare prevalentemente in LIS, un’altra può non utilizzarla. Qualcuno può aver bisogno di un interprete in determinate situazioni, qualcun altro di sottotitoli, trascrizione, strumenti visivi o semplicemente di un’organizzazione diversa degli spazi e della comunicazione.
Per questo il primo passo non dovrebbe essere scegliere uno strumento.
Dovrebbe essere chiedere.
Chiedere alla persona quali siano le sue esigenze, ascoltare la sua esperienza e costruire insieme le condizioni che le permettano di lavorare e comunicare in modo efficace.
È un approccio che parte dalla persona, non dalla soluzione che abbiamo già deciso di adottare.
Nel reel Nicola racconta alcune delle barriere che una persona Sorda può incontrare nella normale vita aziendale e ci ricorda una cosa semplice: l’accessibilità non è una risposta standard da applicare a tutti. È un percorso che comincia dall’ascolto.
Nicola dirige il Dipartimento Academy dell’Istituto dei Sordi di Torino, struttura dedicata alla formazione degli adulti e allo sviluppo di percorsi progettati con particolare attenzione alle strategie di comunicazione e apprendimento delle persone Sorde.
Scopri l’Academy dell’Istituto dei Sordi di Torino
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