In punta di dita: iniziamo da “per favore”

Ci sono parole che utilizziamo ogni giorno quasi senza accorgercene.

Per favore è una di queste.

Ma cosa succederebbe se, incontrando una persona Sorda che comunica in LIS, sapessimo accompagnare quelle parole anche con il loro segno?

Da questa domanda nasce In punta di dita, il nuovo format di E-Cute.

In Italia oltre 40.000 persone Sorde utilizzano la Lingua dei Segni Italiana come prima lingua. Eppure entrare in un’azienda, partecipare a una riunione, seguire una formazione o semplicemente comunicare con un collega può ancora significare incontrare ambienti che non sono stati pensati per modalità comunicative diverse.

Non tutte le persone Sorde utilizzano la LIS e non esiste un’unica soluzione valida per tutti. Proprio per questo l’accessibilità comincia dall’ascolto e dalla disponibilità a incontrare l’altra persona nel modo di comunicare che preferisce.

In punta di dita parte da qui.

Abbiamo chiesto a persone Sorde che lavorano in azienda di portarci, una alla volta, alcune parole della loro lingua. Non per insegnare la LIS in dodici video — una lingua non si impara così — ma per aprire una piccola porta.

Un segno alla volta.

Oggi: “per favore”

Nel primo video la nostra protagonista parte da una domanda semplicissima:

quante volte al giorno dite “per favore”?

Probabilmente molte.

E allora immaginate di trovarvi davanti a una persona Sorda segnante e, mentre pronunciate quelle stesse parole, di conoscere anche il segno per dirle in LIS.

È una cosa piccola. Non rende improvvisamente accessibile un’azienda e non sostituisce interpreti, professionisti o una vera progettazione dell’accessibilità.

Ma può dire qualcosa di importante alla persona che avete davanti: ho fatto un piccolo passo verso la tua lingua.

Ed è questo lo spirito di In punta di dita.

Non chiediamo alle aziende di conoscere già tutto. Vogliamo parlare soprattutto a quelle che hanno deciso di cominciare ad aprire le proprie porte, conoscere meglio le persone Sorde e interrogarsi su come rendere il lavoro e la comunicazione più accessibili.

Perché a volte un cambiamento grande può iniziare anche da una parola molto semplice.

Per favore.

Piccola da imparare.
Grande nel significato.

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